Rocchette - Capenardo

MONTE ROCCHETTE (m 701)

MONTE CAPENARDO (m 654)

L’Appennino Ligure presenta, in direzione della Riviera di Levante, una fitta rete escursionistica che si presta al cammino soprattutto nella stagione fredda grazie alla presenza piuttosto rara di ghiaccio e neve. Appartiene a questa categoria la salita ai monti Rocchette e Capenardo in grado di regalare magnifici scorci sul mare sino ad osservare nei giorni più tersi la Corsica e le isole di Capraia e di Gorgona. L’itinerario si svolge ad anello ed è rivolto nel lato di andata verso il litorale mentre il ritorno avviene con tracciato che si sviluppa nel castagneto rivolto verso settentrione. Un’escursione dalle due facce di contenuta lunghezza. Basta mezza giornata per un cammino che ci sentiamo di consigliare nelle terse giornate in cui soffia la tramontana. Quando il vento è settentrionale in Liguria si hanno infatti condizioni atmosferiche molto limpide in grado di esaltare i colori e i contrasti tra mare e montagne. Sconsigliamo al contrario l’escursione nel periodo estivo per le temperature troppo alte e la presenza, il più delle volte, di foschie e umidità a rendere inutilmente faticosa la marcia con un panorama ostacolato dalla bruma.

L’escursione in breve:

Piazzale San Giacomo (m 536) – Costa di San Giacomo – Monte Rocchette (m 701) – Passo della Colletta (m 655) – Monte Capenardo (m 654) - Passo della Colletta (m 655) - Piazzale San Giacomo (m 536)

Dati tecnici:

Partenza dal Piazzale San Giacomo (m 536): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 165. Acqua potabile sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dalla città di Lavagna (è presente sull’autostrada A12 l’uscita per questo paese). Troviamo in centro le indicazioni per Cogorno che raggiungiamo con una stretta provinciale in progressiva salita. In coincidenza del paese si separa sulla destra una stradina assai stretta ma comunque asfaltata con cartello indicante il Monte di San Giacomo. Il tracciato si inerpica ripidamente per alcuni km sino a raggiungere un importante trivio presso il quale lasciamo l’automobile. Proprio in prossimità dell’incrocio troviamo, sulla sinistra, un piccolo poggio sul quale sorge la Chiesa di San Giacomo. Sulla sinistra cala la strada per Breccanecca mentre verso destra si separano due possibilità. Una strada più ampia in debole discesa e, ancora più a destra, uno stradello asfaltato ma piuttosto stretto che sale ripidamente lungo il crinale. L’escursione si sviluppa in quest’ultima direzione con cartello escursionistico indicante “Anello San Giacomo – M. Capenardo – Rocchette” (segnavia cerchio rosso con centro bianco).

Descrizione del percorso:

Rimontiamo il pendio su fondo asfaltato lasciando ai lati alcune abitazioni e sulla destra un evidente ripetitore radio. Subito oltre hanno termine le costruzioni e possiamo godere di un primo interessante scorcio in direzione di Chiavari, del Tigullio e del promontorio di Portofino. Poco oltre una catena impedisce il proseguo ad eventuali mezzi motorizzati. Aggiriamo comodamente l’ostacolo e subito oltre troviamo una prima biforcazione. Tralasciamo la continuazione della carrareccia volgendo a destra con evidente cartello segnaletico indicante “Anello San Giacomo – M. Capenardo – Rocchette” ad impedire qualsiasi errore.

Siamo ora su sentiero con gradini cementati vistosamente artefatti. In rapida salita sfioriamo sulla destra una vecchia miniera abbandonata a cielo aperto (m 611). Non è l’unica della zona: un tempo i contadini ricavavano dagli scavi le lastre di ardesia che danno nome al sottostante paese di Lavagna. Un sentiero con fondo costituito da assi di legno permette di eseguire una breve digressione attorno alla miniera tuttavia, in occasione del nostro passaggio (dicembre 2023), abbiamo trovato la deviazione preclusa da un cancello chiuso con lucchetto ad impedire la visita alla cava. Non ci è dato sapere se il percorso viene aperto e in quali periodi. Proseguiamo lungo il sentiero segnato a fondo naturale trovando un ulteriore bivio dove ha inizio il nostro percorso ad anello. Volgiamo verso destra con indicazioni per “Sentiero di San Giacomo versante mare” (torneremo a fine anello dalla sinistra). In progressiva salita siamo dapprima tra gli alberi quindi raggiungiamo una zona aperta in pieno crinale. Guadagniamo in breve un bellissimo punto panoramico in coincidenza di un risalto della cresta dove troviamo una panchina e una tavola che riporta le principali cime nonché le isole osservabili nei giorni più tersi. Il paesaggio è infatti ampio offrendo la vista di un lungo tratto della Riviera di Levante; nelle immediate vicinanze osserviamo le due città di Lavagna e Chiavari divise dal Torrente Entella mentre poco più distante si intravede il promontorio di Sestri Levante; con cielo limpido appare tuttavia anche il Ponente Ligure scorgendo le Alpi Marittime mentre verso mare aperto si osservano la Corsica nonché le isole di Capraia e di Gorgona.

Proseguiamo lungo il facile sentiero che asseconda i deboli saliscendi del crinaletto. Sulla sinistra, dopo un tratto boscoso, troviamo una bella schiarita prativa. Deviando pochi metri nell’erba possiamo godere di un’ottima vista verso settentrione arrivando ad osservare i Monti Caucaso e Zatta in direzione del crinale appenninico ligure. Ripreso il cammino deviamo in coincidenza di una biforcazione verso destra con un cartello ad eliminare ogni ambiguità. Subito oltre raggiungiamo rapidamente il culmine della nostra camminata. Siamo sulla sommità del Monte Rocchette (m 701) chiaramente indicata dal cartello riportante il toponimo e l’altitudine. Subito oltre perdiamo quota lungo una facile scarpata con sentiero sempre ben evidente guadagnando la sottostante marcata sella denominata Passo della Colletta (m 655) dove è presente una bella panchina in legna e un tavolo. Siamo ad un importante crocevia di parecchi sentieri (il cartello escursionistico invece del toponimo del passo riporta la dicitura “Rocchette”)

Ignoriamo il sentiero che cala sulla destra in direzione di S. Giulia e Lavagna. Sulla sinistra cala un'altra pista per la Val Graveglia e ancora più a sinistra, seguendo la segnaletica per “Piazzale S. Giacomo – Vie dell’ardesia – Basilica dei Fieschi” si ritorna alla partenza descrivendo un bell’anello. Prima di muovere in quest’ultima direzione vale la pena di eseguire la digressione che ci porterà sulla vetta del Monte Capenardo. Scegliendo questa opportunità procediamo, guidati dalla segnaletica, lungo il sentiero che riprende quota salendo nel fitto bosco. Il tracciato traversa nel versante opposto a quello marino risultando fresco ed ombroso complice sia la fitta alberatura che l’esposizione verso nord. Nel proseguo si torna a guadagnare il crinale potendo nuovamente scorgere tra le frasche la sottostante riviera. Scostandosi dal sentiero di crinale per pochi metri verso destra si individuano un paio di eccellenti schiarite con l’alberatura che lascia spazio ad una grandiosa visione di un ampio tratto di mare. Si ripete la vista verso il Ponente Ligure e sul sottostante Tigullio. Risulta questa volta ben visibile il promontorio di Sestri Levante al quale ci siamo avvicinati portandoci quasi sulla sua verticale. In breve siamo sul culmine del Monte Capenardo (m 654 - vecchio cartello segnalatore). Ancora una volta la vegetazione non impedisce di godere di un grandioso paesaggio. Una piccola cengia permette sulla destra, pochi metri sotto il punto più alto, di guadagnare una splendida posizione libera da ostacoli. Un occhio attento riuscirà, nei giorni più limpidi, a scorgere le Alpi Apuane e la riviera versiliese.

Il rientro avviene a ritroso sino al Passo della Colletta (m 655). Rientrati alla sella seguiamo le indicazioni per “Piazzale S. Giacomo – Vie dell’ardesia – Basilica dei Fieschi” sfruttando il sentiero che permette di rientrare ad anello alla partenza traversando questa volta sul lato opposto a quello rivolto verso il mare.  Inizialmente il tracciato perde debolmente quota per poi procedere in falsopiano con alcune frazioni ricavate tagliando vistosamente il pendio. L’ambiente è boschivo con una densa alberatura a castagno a contrastare con la macchia mediterranea che caratterizza il lato rivolto verso il litorale. Il sentiero descrive, dopo un lungo tratto nel complesso lineare, una pronunciata curva verso sinistra in coincidenza della quale troviamo un cartello segnalatore. Subito oltre il sentiero lascia spazio per un tratto ad un’ampia sterrata che attraversa comodamente il bosco. Superata una vecchia costruzione abbandonata in pietra siamo ad un nuovo trivio. Si separano due sterrate: una in salita a sinistra e un’altra quasi in piano sulla destra. Tra le due possibilità si inserisce un terzo sentiero più stretto e non molto evidente ma comunque indicato dal cartello segnaletico e caratterizzato da una breve staccionata in legno. É in questa direzione che procediamo su percorso che torna ad essere stretto ma sempre facile e in scarsa pendenza. Troviamo altre vecchie costruzioni in pietra seminascoste dalla vegetazione. Questi antichi casolari sono ciò che rimane di una civiltà contadina oggi scomparsa. In ultimo il sentiero confluisce nel percorso di andata andando a chiudere l’itinerario ad anello. Non rimane che rientrare a ritroso con l’ultima parte di cammino comune all’andata. Si torna a sfiorare la miniera a cielo aperto quindi si cala sino al trivio presso il Piazzale San Giacomo (m 536) dove avevamo lasciato l’automobile. In tutto sono da preventivare circa due ore e mezza di cammino.

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